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familyUna lacrima sul viso è scesa dagli occhi di Daniela Merighetti mentre la madre teneramente gliela asciugava e lei stringeva forte forte al petto la piccola nipotina Angelica con un curioso e divertente passamontagna in testa.
Una discesa tutta da dimenticare, o quasi, che in pratica è finita quando Dada si è smarrita in quel maledetto dosso all’uscita dello Scarpadon, cioè a trequarti dell’Olimpia delle Tofane, prima del tuffo verso l’ultimo pendio, quello che porta al traguardo di Rumerlo, dove pure Maria Riesch aveva clamorosamente sbagliato prendendo la tangente e scivolando addirittura nella neve fresca.

Lo sciagurato errore ce lo racconta la stessa Dada un minuto dopo essersi tolta gli sci dai piedi ed aver cercato subito nei suoi familiari un po’ di conforto. Senza sognarsi di degnare del minimo sguardo Lindsey Vonn che intanto scendeva svelta e andava a vincere in scioltezza per la settima volta a Cortina d’Ampezzo. “Ero veloce, pensavo d’andare abbastanza bene, quando non so io perché sono stata sorpresa da un dosso che avevo sottovalutato e che mi ha fatto perdere l’appoggio sugli sci”. E’ in quell’attimo fuggente che deve esserle sembrato anche che le crollasse il mondo addosso. Dopo tante speranze, “forse anche troppe”, di ripetere il successo dell’inverno scorso. “Ho allora spigolato di brutto e forse, per rimediare all’errore commesso, ho affrettato l’entrata nella porta successiva con il risultato che mi sono scomposta e quasi fermata”.
Peccato, perché nonostante una partenza un po’ contratta e non proprio brillantissima, Daniela Merighetti aveva affrontato lo Schuss di Pomedes e il salto del Duca d’Aosta con la stessa velocità e scioltezza della Vonn e della Maze, meglio della Smith e della Fenninger, come ieri in prova quando era stata la più rapida di tutte. Tant’è che al passaggio del secondo intermedio, piazzato sulla Grande Esse, era comunque terza dietro le due primedonne della velocità. Con un piede già sul podio di ghiaccio. E invece niente: appena ventottessima, battuta anche dalle due Fanchini, Elena bravissima settima e Nadia 24esina, oltre che da Francesca Marsaglia (25esima) e da Verena Stuffer (17esima) che nel parterre aveva un fan tutto speciale, il campione olimpico di kayak-slalom a Londra, Daniele Molmenti. Ma, come detto, la sua gara è finita su quel dosso tra il bosco. Poi, di lì in avanti, Dada ha raggiunto il traguardo come se non le importasse più nulla.
Tormentata, delusa, triste, si è lasciata anche andare ad un piccolo sfogo molto comprensibile mentre si sfilava la tuta di dosso e non le era ancora passata la rabbia. “Si fa presto a dire che devi stare tranquilla, ma come si fa a non pensare a tante cose? Alla vittoria di Cortina e al timore di voler strafare e di non bissare il successo dell’anno scorso? Io ci ho anche provato a stare calma pensando ad altro o a niente, ma probabilmente non ci sono riuscita. Specie nel primo tratto di pista. Però poi mi ero sciolta, sentivo d’andare forte e avevo affrontato bene la diagonale e le curve dello Scarpadon. Questo è lo sci: una volta sei prima, un’altra finisci in fondo alla classifica. Ma lo sci non può essere tutto nella vita”.
Domani è un altro giorno e si vedrà. Di sicuro il superG non è amatissimo da Daniela Merighetti. In più quando le diranno che al sorteggio dei numeri di partenza, durante la riunione dei capisquadra del tardo pomeriggio, Atle Skaardal, lo chief-director della Fis per le gare di Coppa del Mondo femminile, ha estratto per lei il numero 30, cioè il peggiore dei numeri possibili, potrà giustamente pensare che oggi, 19 gennaio, scendendo col pettorale n.19, non è stato certo un giorno fortunato. Stanotte infatti dovrebbe riprendere a nevicare per qualche ora e di nuovo ancora a mezzogiorno. Nuvole basse e visibilità scarsa. La prima supergigantista al via sarà Carolina Ruiz Castillo, ovviamente spagnola, un quarto d’ora prima di mezzogiorno. Non so se ci siamo spiegati. A meno che la giuria non decida di comprimere i tempi d’intervallo tra una discesa e l’altra. E la neve non ricominci a scendere dopo la partenza di Dada. Speriamo bene. E, soprattutto, in meglio. La stessa cosa penserà stanotte Tina Maze che avrà il 17 di pettorale: sa benissimo che Lindsey Vonn (col 20), fortissima in discesa, è quasi imbattibile in superG. Tanto più che qui a Cortina l’americana con la treccia ha trionfato negli ultimi cinque supergiganti ampezzani di fila. E comunque la bella slovena potrà tirarsi su di morale con le note del suo primo disco “My way is my decision”che accompagneranno la sua discesa: è una canzone pop-rock, più pop che rock, come è lei. Ed è lei che come sempre “deciderà la strada da percorrere” sull’Olimpia delle Tofane.

(da Ufficio Stampa Cortina Ski World Cup) 

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